Giulia Pacilli

Nasce a Varese nel 1996.

Diplomata presso il Liceo Classico Clemente Rebora e attualmente iscritta alla facoltà di Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, incontra il teatro a undici anni con il Teatro dell’Armadillo, dove studierà per cinque anni. Successivamente prosegue la sua formazione presso Grock Scuola di Teatro, che conclude al termine del Triennio di Formazione per attori professionisti.

Contemporaneamente frequenta corsi e seminari di recitazione, scrittura, scrittura scenica, regia, dizione, teatro danza, formazione per formatori, canto.

Giulia Pacilli

 
Nel 2016 inizia un percorso di assistentato a Samuel Zucchiati presso il Teatro dell’Armadillo.

I suoi maestri: Jacopo Veronese, Marco Borghetti, Massimiliano Mancia, Samuel Zucchiati, Gianni Coluzzi, Daniela Quarta, Pietro de Pascalis, Maurizio Salvalaglio, Susanna Baccari, Fernanda Calati, Gaddo Bagnoli, Danio Manfredini, Vincenzo del Prete, Luciano Colavero, Alice Bescapé, Daniele Milani, Serena Sinigaglia, Alessio Bergamo.

Come attrice recita in: Deus ex Machina (sceneggiatura e regia di Jacopo Veronese); Masquerade (sceneggiatura e regia di Jacopo Veronese), Bacchae (tratto da Baccanti di Euripide, regia di Jacopo Veronese), Serenamente Imbecilli (tratto da Omero, di Marco Borghetti), Tornerà la Primavera (sceneggiatura e regia di Jacopo Veronese, in collaborazione con la sezione del A.N.P.I. “A. Gornati” di Rho – MI), Volevo Dire di Rho (lettura interpretata con accompagnamento bandistico, a cura di Jacopo Veronese), Climax (di Marco Borghetti), Don Giovanni – L’ultimo desiderio (soggetto e regia di Massimiliano Mancia), Cappuccetto Nero (soggetto e regia di Gianni Coluzzi), Essere Bernardo (soggetto e regia di Daniela Quarta), Io ti volevo amare (soggetto e regia di Daniela Quarta), La piccola città (soggetto di Thornton Wilder, regia di Maurizio Salvalaglio), Ombre (soggetto degli allievi Terzo anno Grock scuola di teatro, regia Gaddo Bagnoli), La guerra di Troia non si farà (soggetto di Jierodaux, regia di Fernanda Calati), Voi quella notte, voi c’eravate (soggetto e regia di Agnese Gallo e Giulia Pacilli)

Visceralmente convinta dell’importanza didattica dell’esperienza teatrale, nel suo metodo pone particolare attenzione all’apertura, all’ascolto, al non giudizio, così da creare un ambiente di ricerca e scoperta che sia il più libero possibile e dove poter sperimentare con stupore quella Bellezza che se, pur fragile, è senza dubbio contagiosa.