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MASQUERADE
"Qui nulla può ferirvi! Non il tempo, non la pestilenza! Qui ci sono ballerini, musici, feste, luce e sicurezza... E fuori dalle mura, e solo laggiù, la Morte Rossa! Ignoriamo quest’orologio! Allontaniamocene! La festa si sposti nei nostri splendidi giardini!"
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LA VOCE DELLA BELVA
"All’inizio andava tutto bene. I cacciatori riportavano maiali e capre da mangiare. Il nostro gruppo raccoglieva il cibo rimasto nei supermercati che non erano crollati. Giocavamo molto. Fra le rovine, nei palazzi abbattuti, nelle case abbandonate e pericolanti.
Lavoravamo anche ai rifugi. Il primo rifugio lo costruimmo tutti assieme. Era un lavoro davvero ottimo! Il secondo rifugio lo costruimmo noi e metà del gruppo: non era un granché, eravamo in pochi. Il terzo rifugio lo costruimmo da sole, mentre gli altri giocavano: crollò dopo un’ora, abbattuto dal vento.
I cacciatori cominciarono anche a far rispettare le leggi con la forza. Costrinsero quelli che giocavano a ricostruire il rifugio crollato, minacciandoli di picchiarli se non l’avessero fatto. Chiunque non facesse il proprio dovere, subiva lo stesso trattamento. La cosa peggiore è che sembrava si divertissero.
Poi arrivò... La belva."
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ATTO SENZA NOME
"Ebbene, misteriose, nere streghe di mezzanotte! Che cosa fate?"
"Un atto senza nome."
La notte. Il sonno, o la sua assenza. Macbeth è insonne, perché "Macbeth ha ucciso il sonno, Macbeth non dormirà mai più!"; Lady Macbeth è sonnambula e vaga per la casa preda dei suoi incubi. Le streghe sono la materializzazione dell'inconscio, come nell'opera di Goya: il sonno della ragione genera mostri.
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L'AMORE RECITATO MALE
"Capiti proprio al momento giusto."
"Io, signore?"
"Sì, figliolo. Scriverai storie per i miei uomini. Una per ogni notte ne leggerai. Saranno storie di donne. D’amore e di passione. Questo
farai."
L’amore, minchia. Non ne so dire. Niente ne so. Pietra. Pietra serena è il mio cuor. Ma c'è amore dappertutto e io sto imparando a nuotare.
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